Mercoledì 7 marzo 2018, abbiamo ospitato il celebre “instant artist” internazionale Maurizio Galimberti, famoso per le sue opere create attraverso l’utilizzo di Polaroid.

Si tratta del primo ospite di una serie di incontri che stiamo organizzando con un fine comune: far conoscere e sensibilizzare la tematica dell’inclusione dei ragazzi autistici.

Durante la serata, Maurizio si è mostrato molto disponibile a incontrare due giovani artisti del team FACCIAVISTA, Alessandro e Alessandro, che hanno avuto modo di consegnare all’artista un’opera a lui dedicata e di ritrarlo per un quadro “express” realizzato durante il corso dell’evento.

IL PROGETTO FACCIAVISTA

FACCIAVISTA è un progetto di inclusione sociale il cui obiettivo è individuare e sostenere le peculiari abilità artistiche di persone con disturbo dello spettro autistico. Uno dei temi più recenti nel pensare al progetto di vita di tali persone è favorirne l’espressione degli interessi e i talenti delle aree di eccellente funzionamento a fronte di un quadro di disabilità complessa e FACCIAVISTA si propone come offerta innovativa per contribuire al miglioramento della loro qualità della vita attraverso l’arte figurativa.

CHI è MAURIZIO GALIMBERTI

Maurizio Galimberti nasce a Como nel 1956. Si trasferisce  a Milano dove oggi vive e lavora. Si accosta al mondo della fotografia analogica esordendo con l’utilizzo di una fotocamera ad obiettivo rotante Widelux per poi nel 1983 focalizzare il suo impegno, in maniera radicale e definitiva, sulla Polaroid.

Nel 1991 inizia la collaborazione con Polaroid Italia della quale diventa ben presto testimonial ufficiale realizzando il volume POLAROID PRO ART pubblicato nel 1995. Nel 1992 ottiene il prestigioso “Gran Prix Kodak Pubblicità Italia”. Per
KODAK ITALIA, realizza nel 2000  una mostra itinerante della serie I Maestri. Continua la sua ricerca con Polaroid e reinventa la tecnica del “Mosaico Fotografico” che inizialmente adatta ai ritratti. Il primo esperimento risale al 1989 quando ritrae suo figlio Giorgio.

© Kirkland

Seguiranno i ritratti di Michele Trussardi, Carla Fracci e Mimmo Rotella dai quali è evidente il richiamo al fotodinamismo dei Bragaglia e la ricerca del ritmo, del movimento. Numerosi divengono i ritratti eseguiti nel mondo del cinema, dell’arte e della cultura.  La popolarità e il successo con cui vengono accolte queste rappresentazioni di volti lo portano a partecipare come ritrattista ufficiale al Festival del Cinema di Venezia.

© Maurizio Galimberti

Nel 1999 viene indicato dalla rivista italiana “CLASS” come primo fotografo-ritrattista italiano all’interno delle classifiche di merito stilate dal mensile. Il suo ritratto di Johnny Depp, realizzato durante l’edizione del Festival del Cinema di Venezia del 2003, viene scelto come immagine per la copertina del mese di settembre del prestigioso Times Magazine.

© Maurizio Galimberti

Il “Mosaico” diviene ben presto la tecnica per ritrarre non solo volti, ma anche paesaggi, architetture e città.
Nel 2006, durante il suo primo viaggio a New York, comincia la sua ricerca sulla luce, sull’energia ispirata da questa nuova città che per l’artista diviene  la rappresentazione ideale del mondo contemporaneo.

© Maurizio Galimberti

A New York seguiranno i lavori monografici su altre città come  Berlino, Venezia e  Napoli. Prosegue inoltre la sua ricerca verso altri modi di rappresentare e contaminare quelle stesse realtà e gli elementi che le caratterizzano con cui viene in contatto. Il desiderio di rendere attuale le cose, gli oggetti del passato diviene concreto attraverso la realizzazione dei ready- made, di duchampiana ispirazione, che rappresentano una significativa parte della sua produzione.
Numerosi i workshop e le lectio magistralis.

GRAZIE MAURIZIO!

 

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